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Il corso di formazione per mediatore interculturale nel
Comune di Tuglie
L’Amministrazione Comunale di Tuglie, promotore sin dal 1996 di valide azioni
formative che ne hanno consolidato l’esperienza, innescando un processo di
implementazione delle competenze gestionali in ambito di formazione, ha attivato
nel Marzo 2006 il Corso di formazione professionale per Mediatore
interculturale, finanziato dalle risorse comunitarie del FSE nell’ambito della
misura 3.4 del POR Puglia 2000-2006 - azione a).
I destinatari della formazione
Destinatari del presente corso di formazione sono stati 18
immigrati extracomunitari residenti e/o domiciliati nella provincia di Lecce e
Brindisi. Si Tratta di giovani di età compresa tra i 24 ed 47 anni in possesso
di Diploma di Scuola Media Superiore e/o Diploma di Laurea.
Obiettivi formativi
L’obiettivo del percorso formativo è stato quello di fornire le competenze
necessarie alla figura professionale di Mediatore interculturale, chiamato ad
operare come interfaccia tra le diverse etnie presenti sul nostro territorio.
Tale professionista dovrà porsi quale soggetto di riferimento per gli immigrati,
fruitori di servizi e dovrà essere in grado di fornire opportune e specifiche
informazioni ai richiedenti, saper orientare e accogliere i neo-arrivati e,
offrire sostegno nelle difficili e complesse fasi di inserimento sociale e
culturale. I mediatori culturali dovranno avere una buona cultura di base e la
capacità di sviluppare e ampliare alcune competenze professionali,
indispensabili per l’espletamento di tale funzione. Dovrà conoscere il
linguaggio giuridico e i testi normativi in materia di immigrazione. Dovrà
sviluppare capacità di relazionarsi, comunicare e instaurare una relazione di
aiuto.
L’operatività di questa figura professionale si sviluppa intorno a 4 funzioni:
1) orientativo-informativo; 2) linguistico-comicativo; 3) psico-sociale-relazionale;
4) culturale.
Ciascuna delle suddette funzioni richiede un’adeguata formazione. Per tale
ragione il percorso formativo si è orientato al perseguimento dei seguenti
obiettivi specifici:
fornire le competenze necessarie a sviluppare le funzioni:
1) Orientativo - informativo. Il Mediatore assolve alla funzione di informare,
avvicinare al servizio, rendendolo comprensibile ed accessibile. Dall'altra
parte il mediatore informa sulle specificità culturali. Questo tipo di
mediazione al avviene nei primi momenti dell'incontro e dell' accoglienza, in
cui la distanza culturale può essere molta e le difficoltà linguistiche sembrano
insormontabili.
2) Linguistico - comunicativo. Il Mediatore è tenuto a gestire la comunicazione
per soddisfare il bisogno di intendere ciò che è detto. Il mediatore ha infatti
il compito di prevenire i conflitti, di chiarire ciò che è implicito rendendo
comprensibile ciò che due culture tentano di dirsi, mediando termini e
situazioni, al di là della traduzione letterale.
3) Psico sociale – relazionale. L'attenzione del Mediatore deve rivolgersi anche
sulle relazioni, sull'analisi dei bisogni e delle domande: capire ciò di cui le
due parti hanno bisogno è importante. Per questo il mediatore non si può
sottrarre alla necessità di favorire l’instaurazione di una relazione
comunicativa, offrendo anche il necessario supporto emotivo. La funzione che il
mediatore ha di contenitore delle emozioni e delle ansie e risulta basilare e
per trasformare tali sensazioni di elementi costruttivi di relazioni.
4) Culturale. Sul piano dell'incontro tra culture intese come insieme di valori
il mediatore deve saper porsi come fonte per entrambi, per questo la figura del
mediatore non può prescindere dal conoscere in modo profondo il paese di
accoglienza. Quando due pure sono molto distanti tra loro, esistono dei
comportamenti, delle usanze che non si riesce a spiegare da sé: la presenza di
una persona, che aiuti le parti ad entrare nei significati di determinati
comportamenti, rende l'incontro più facile, prevenendo eventuali incomprensioni
e risolvendo conflitti legati al retaggio culturale. La sua funzione è quella di
sviluppare la capacità di decentrarsi e di assumere punti di vista altrui per la
risoluzione di conflitti.
Articolazione dell’azione formativa
Il percorso formativo ha avuto una durata complessiva di 1.200 ore di cui: •
720 di formazione, orientamento, ricerca ed accompagnamento; •
480 di stage.
L’intero percorso formativo, si è sviluppato in giornate di 5 ore -per la
formazione in aula- e 6 ore -per la fase di stage- nell’arco temporale di circa
14 mesi . Il percorso formativo è stato caratterizzato nella sua totalità da quattro tappe
principali: 1. Orientamento 2. Attivita’ teorica d’aula 3. Laboratorio, simulazioni (accompagnamento e ricerca sul campo) 4. Stage

Competenze della figura proposta
Il mediatore interculturale si pone quale figura intermedia tra l’operatore
italiano e l’immigrato fruitore di servizi. I compiti che è chiamato a svolgere
nell’espletamento della propria attività attengono la risoluzione di
problematiche che possono nascere dalla differenza di lingua e, soprattutto, da
quella di cultura; può lavorare in tutte le strutture del pubblico e del privato
ove vi sia interrelazione tra la popolazione locale e gli immigrati. Rispettando la deontologia professionale si affianca all’operatore di
riferimento coadiuvandolo. La particolarità del ruolo da svolgere facilita il
mediatore che ha una propria personale esperienza di immigrazione, che conosce
il linguaggio, verbale e non verbale, del proprio Paese, di quello ospitante ed
eventualmente di altri, in modo da facilitare il dialogo interculturale,
fornendo al contempo un supporto alla comprensione linguistica.
Sapere (conoscenze) • Lingua e cultura del paese di origine • Lingua e cultura italiana • Principi della comunicazione • Normativa e servizi • Educazione civica • Situazione della propria etnia sul territorio • Storia del fenomeno migratorio nel territorio • Territorio e servizi presenti nel paese ospitante
(uffici per l’immigrazione,
centri di accoglienza, scuole, servizi sanitari, ecc..)
Saper fare (capacità e abilità operative) • Rispetto della neutralità e dell’equidistanza tra istituzione ed utente • Ascolto • Capacità di risposta • Capacità di fornire un servizio • Analisi dei bisogni dell’utente • Comportamento in base ai principi dettati dalla deontologia professionale • Indipendenza emotiva
Sapere essere (capacità e abilità comportamentali e attitudinali) • Forte personalità • Abilità nell’ascolto attivo • Sospensione del giudizio • Abilità comunicativo-relazionali • Relazione empatica con l’utente e con l’operatore (guadagnare la fiducia) • Facilitazione del dialogo • Capacità di problem solving • Attitudine a lavorare in equipe • Attitudine a collaborare con le diverse professionalità
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